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Carrube: baccelli preziosi per la salute

Parlare di carrube oggi è come fare un tuffo nel passato, quando da bambini in campagna dai nonni o al mare con i nostri genitori, ci si divertiva a rosicchiare quegli strani frutti dal sapore dolce di cacao.

Indice

Introduzione

Le carrube, frutto del Ceratonia Siliqua o più semplicemente del carrubo (un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Fabaceae) non sono altro che legumi, come i più classici fagioli o ceci, la cui peculiarità è la commestibilità di semi e baccelli (Silique).

Si presentano nella forma di baccelli appiattiti la cui lunghezza si assesta tra i 10 e 20 cm, inizialmente verdi, si colorano di marrone indurendosi man mano che giungono a maturazione.

I baccelli maturi si raccolgono a fine estate, tra agosto e ottobre. 

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Ceratonia Siliqua (carrubo)
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Carrube

Cenni storici

Sull’origine della coltivazione del carrubo, ci sono diverse tesi alcuni studiosi asseriscono che l’origine sia dovuta ai Fenici, ma da rilievi effettuati su alcuni testi storici, si evince che la sua coltivazione ebbe inizio al tempo dei Greci.

Secondo un’antica leggenda greca, infatti, il carrubo nacque dal corno di un toro (keras) che venne colpito da un fulmine ( keraunós ), da qui la denominazione greca Keronia data al legume . 

L’attuale estensione della cultura del carrubo nel bacino del mediterraneo è però opera degli Arabi che, col nome di Kharrub o Charnub, ne intensificarono la coltivazione e la propagarono fino in Marocco e in Spagna.

La carruba è stata un elemento estremamente importante per lo sviluppo ed il progresso dell’uomo mediterraneo, anzi la storia ci dice che per alcune popolazioni questo frutto è stato fondamentale per il loro sostentamento.

In Sicilia, l’area del nostro paese che maggiormente vanta culture di carrubo, in alcuni periodi particolari del passato è stato l’unico alimento a disposizione della popolazione; nella seconda metà del ‘700 la produzione siciliana di carrube era valutata in 60 mila quintali l’anno, la quale circa 40 mila quintali venivano esportati, mentre il resto era utilizzato come alimento per il bestiame e per la povera gente, oltre che per usi medicinali. 

È destino di molte cose che hanno avuto un passato importante, ritrovarsi oggi ai margini della storia; oggi le coltivazioni del carrubo, un tempo preziosa risorsa di tutto il Mediterraneo, sono purtroppo marginali nonostante i grandi benefici che i frutti rappresentano per l’alimentazione giornaliera di ciascuno di noi.

Geografia delle coltivazioni

Oggi il carrubo è ampiamente diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo; è coltivato specialmente in Nord Africa, Grecia, Cipro e, con minore densità in Spagna.

In Italia l’area in cui si concentra maggiormente questa cultura è ancora la Sicilia; esistono importanti carrubeti nel ragusano, come per esempio la Sicilian Carob Flour ( Azienda produttrice di farina di carrube ) e nel siracusano; in queste zone sono ancora attive alcune industrie, che trasformano il mesocarpo del carrubo in semilavorati utilizzati nell’industria dolciaria e alimentare.

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Coltivazione di carrubo in Sicilia

Ciclo di vita

Il ciclo di vita del carrubo assomiglia moltissimo al ciclo della vita dell’uomo ed avviene in cinque periodi ben distinti:

  • Periodo improduttivo o infanzia fino a dieci anni;
  • Periodo di formazione fino ai venti anni;
  • Periodo di incremento e sviluppo fino ai trent’ anni;
  • Periodo di maturità che va dai trent’ anni ad oltre i cento;
  • Periodo di vecchiaia o decadenza che va oltre i quattro secoli.

Col passare degli anni in realtà il carrubo non invecchia, diventa più robusto, gigantesco, più chiomato, più possente e fruttificante, può raggiungere anche i cinque secoli di vita e i quindici metri di altezza con la sua chioma sempreverde. 

Studi recenti hanno messo in evidenza le alte potenzialità di questa pianta.

Da ciò deriva l’interesse che si è “risvegliato” intorno al carrubo; è stato rivalutato sia in termini economici che in termini di arboricoltura. 

Oggi, il carrubo è in serio pericolo a causa delle alterazioni subite dall’equilibrio ecologico e soprattutto proprio a causa della sua lentezza nella crescita; pertanto, va protetto e tutelato.

Utilizzo in campo alimentare

In campo alimentare del carrubo si utilizzano solamente i frutti: le carrube.

Le carrube sono dei baccelli appiattiti di colore marrone composti da semi e polpa.

I carati, ovvero i semi della carruba, hanno una forma appiattita e una consistenza molto dura e coriacea; previa frantumazione, sono impiegati per la produzione di farina.

La farina di carrube ha un elevato potere addensante, infatti molti addensanti, gelificanti, di prodotti alimentari sono ottenuti proprio da essa. 

I semi macinati vengono anche usati in campo industriale.

La polpa delle carrube, pastosa e zuccherina, ha un sapore che ricorda vagamente quello del cacao, di cui spesso è utilizzato in sostituzione, al punto da farle meritare l’appellativo di “cacao del Mediterraneo”. 

Parte dei succedanei del cioccolato sono ottenuti da pasta o semi di carrube

Dall’infusione della polpa di carrube si ottiene lo sciroppo; un dolcificante naturale dalle notevoli proprietà espettoranti che viene usato anche come coadiuvante per la tosse e il mal di gola.

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Muffin di carrube
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Cacao di carrube

Propietà antiossidanti e antinfiammatorie

Come il cacao anche le carrube sono ricche di sostanze antiossidanti, tra cui i polifenoli.

In particolare, troviamo flavonoidi e tannini nei semi, che a differenza del cacao hanno un contenuto più alto di fibre e di sali minerali con un effetto antinfiammatorio e antiossidante superiore a quello del cacao.

Le carrube non contengono né caffeina né teobromina, per questo il motivo la sua farina è un ottimo surrogato del cacao per chi non può assumere queste sostanze stimolanti.

Proprietà regolatrici della funzione intestinale

La carruba, oltre alle proprietà antiossidanti ed antiinfiammatorie, ha numerose proprietà benefiche per la regolazione delle funzioni intestinali:

  • Sono in grado di regolare la funzione intestinale e sono indicate sia in caso di stitichezza che in caso di diarrea, a seconda di come viene consumata;
  • La farina di semi ha la proprietà di assorbire grandi quantità d’acqua, e questo la rende un efficace antidiarroico.
  • La polpa, grazie al contenuto di fibre e di pectine, è in grado di favorire il transito intestinale con un effetto blandamente lassativo.
  • I polisaccaridi presenti, in particolare le fibre della polpa, sono efficaci nel favorire la riduzione del livello di colesterolo nel sangue.
  • Le fibre rallentano l’assorbimento degli zuccheri favorendo così la regolazione della glicemia.
  • Sempre le fibre contenute all’interno della polpa svolgono un’azione benefica nel trattamento dei disturbi digestivi, in particolare del reflusso gastroesofageo e del colon irritabile.
  • Le proprietà nutrizionali le rendono un valido alleato naturale contro tosse, influenza, osteoporosi, dolore, allergie e virus.
  • La carruba non contiene glutine, quindi, può essere consumata anche da chi soffre di celiachia.

Il nostro piccolo viaggio nel mondo del carrubo e dei suoi frutti ci porta inesorabilmente a considerare un dato importante.

La terra e i suoi frutti sono fonte di sostentamento per gli esseri umani e quindi è necessario rispettare il valore della condivisione per continuare a preservarne il “flusso” benefico in favore delle generazioni future.

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Sciroppo di carrube
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Farina di carrube

Disclaimer

Le seguenti informazioni rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.

Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

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